giovedì, maggio 12, 2022

Michael Marriot all'Opera a San Maurizio nel Giardino di Villa Adua


Michael Marriott
 ha cominciato a lavorare con David Austin 40 anni fa, e si è appassionato al mondo delle rose perché sono fiori meravigliosi. Oggi Marriott è in pensione, ma lavora ancora privatamente su giardini e roseti e preparerà, primo in Italia, il progetto di ampliamento del roseto della Fondazione Cavaliere del Lavoro Alberto Giacomini
Per chi non lo conoscesse Austin è stato il più importante floricultore di tutti i tempi e ha creato moltissime nuove specie di rose delle quali 250 portano il suo nome. Le rose inglesi di Austin godono di un grande prestigio in tutto il mondo.
Il suo grande progetto sul lago d’Orta per il roseto della Fondazione Giacomini è partito ufficialmente in questi giorni, ma conosciamo meglio Mister Marriott.
Perché ama proprio le rose? Ci sono moltissimi altri fiori altrettanto stupendi
«Anzitutto perché sono bellissime – ha risposto Marriott – Rispetto ad altre piante le rose si fanno notare, hanno un profumo fantastico, sono facili da coltivare e addirittura si possono mangiare. La rosa fa parte della vita storica e culturale di molti paesi non solo occidentali. Si trovano rose nella politica, nella storia, nelle chiese. E naturalmente si usa per profumi e cosmetici».


Sul lago d’Orta possono essere coltivate senza problemi?
«Qui c’è il clima ideale, non troppo freddo in inverno e non troppo caldo in estate. Le temperature sono perfette. Un altro fattore importante che fa sì che le rose possano essere coltivate bene sul lago d’Orta è la composizione della sua terra».
Marriott è un paesaggista, la curiosità sulle tendenze dei giardini è d’obbligo: consiglia di piantumare sempre almeno una rosa o addirittura un intero roseto per chi ha spazio a sufficienza?
«Sicuramente lo consiglio perché rispetto ad altre piante, le rose fioriscono più volte, ed inoltre sono molto profumate, ci sono moltissime sfumature di fragranze e colori. Il loro profumo rilassa e mette serenità. Andate ad annusare le rose nelle varie ore della giornata, sentirete che le fragranze cambiano ogni volta».
Da amante delle rose ne ha una che preferisce alle altre?
«È difficile rispondere a questa domanda perché ce ne sono veramente tantissime varietà e tutte sono molto belle. Una però mi piace particolarmente ed è “Desdemona”, una rosa dal colore rosa pallido che fiorisce spontaneamente, estendendosi anche per un metro e profumatissima».
«Mister Marriott – aggiunge Andrea Alessandro Giacomini che gestisce la Fondazione – è venuto qui sul lago d’Orta per visitare la Fondazione a San Maurizio d’Opaglio, che ha uno splendido parco privato intitolato a mio padre Alberto Giacomini, e un meraviglioso roseto, anch’esso privato, intitolato, come da tradizione, alle mogli dei proprietari e che adesso porta il nome di mia moglie, Mami’s Roses (Mariama’s Roses) ovvero “Le rose di Mariama”. Il nome inglese è dovuto al fatto che le rose sono delle varietà create da David Austin. Mister Marriott, che ha curato numerose opere in giardini di grande rilievo, si occuperà, in assoluto per la prima volta in Italia, di progettare l’ampliamento del parco e del roseto. Sarà per noi un onore e un piacere avere una firma così importante per questo lavoro, Marriott è, infatti, uno dei tre paesaggisti più autorevoli al mondo. Grazie al lavoro di Alberto Valsesia dei Vivai San Carlo, che da qualche anno segue le nostre rose, sono state recuperate piante che hanno circa 70 anni. Sicuramente andremo a completare la gamma di rose David Austin con altre specie e colori per dare una unicità al roseto. Quando tutto sarà terminato, in alcuni periodi dell’anno, il parco verrà aperto al pubblico e sarà sicuramente un unicum per il lago d’Orta, un grande valore aggiunto che porterà ulteriore internazionalità grazie soprattutto alla presenza di Mister Marriott».
Mister Marriott è entusiasta del roseto della Fondazione anche perché da lì si gode una vista fantastica che lui adora.
«Io mi occuperò della progettazione – dice ancora Mr. Marriott – le rose che ci sono, circa 2 mila piante con più di 100 varietà, sono tenute molto bene e ci sono grandi potenzialità. Sono molto entusiasta di lavorare a questo progetto perché Andrea ha una grande passione e questo per me è fondamentale, insieme cresceremo».
In questo primo sopralluogo Mister Marriott ha potuto rivedere con occhi da adulto il lago d’Orta, visitato quando aveva all’incirca un paio d’anni.


«Non me lo ricordavo perché ero troppo piccolo, ma adesso ho potuto apprezzare quanto sia bello».
A breve uscirà il suo libro “Roses”, edito dalla Royal Horticultural Society, la più importante d’Inghilterra, con tanti consigli utili per scegliere la rosa giusta, su dove posizionarla e molto altro. 
Ma non è tutto, il giardino della Fondazione avrà un occhio di riguardo alla biodiversità.
«Abbiamo chiesto a Mister Marriott – spiega ancora Andrea Alessandro Giacomini - di inserire delle piante che attirino le farfalle, molto amate dalla mia bimba Celeste. Ci saranno inoltre piante che attireranno insetti benefici e questo farà diminuire di moltissimo l’uso dei pesticidi. Sarà un progetto in totale simbiosi con la Natura».
Mister Marriott, prima di ritornare in Inghilterra ha autografato un innaffiatoio “David Austin” in metallo che verrà poi utilizzato nel giardino e nel parco della Fondazione a San Maurizio d’Opaglio.

Sito Web Villa Adua www.villaadua.com

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