martedì, febbraio 03, 2026

Antonio Albanese al Cinema Sociale per l’Anteprima di “Lavoreremo da Grandi”

Mercoledì 4 febbraio, alle 17.00, il Cinema Sociale di Omegna ospiterà l’anteprima speciale di Lavoreremo da grandi, il nuovo film scritto, diretto e interpretato da Antonio Albanese, in uscita nelle sale italiane il giorno successivo. Un appuntamento atteso, impreziosito dalla presenza in sala dello stesso Albanese, che aprirà la proiezione con un saluto al pubblico.

Il film, girato in gran parte sulle rive del Lago d’Orta, vede nel cast anche Giuseppe Battiston, Nicola Rignanese e Niccolò Ferrero, e racconta una storia sospesa tra commedia amara e grottesco, ambientata in un microcosmo immobile e riconoscibile, dominato dalla bellezza straniante del lago.

Al centro del racconto ci sono Beppe, Umberto e Gigi, tre amici che attendono l’arrivo di Toni, giovane appena tornato in libertà. Umberto è un musicista fallito, con un’azienda di famiglia mandata in rovina e due separazioni alle spalle; Gigi, appena diseredato dalla zia, affronta la situazione rifugiandosi nell’alcol e in una protesta surreale; Beppe, idraulico, vive all’ombra di una madre ingombrante e sostiene di non aver mai avuto una ragazza. Toni, figlio di Umberto, è un ragazzo brillante e inquieto, che entra ed esce dal carcere per piccoli reati.

Quella che sembra una semplice serata di ritrovo si trasforma rapidamente in altro. Dopo una notte ad alto tasso alcolico nel bar del paese, un incidente improvviso rompe l’equilibrio: l’auto con cui stanno rientrando colpisce qualcosa, o meglio qualcuno. Da lì prende avvio una catena di scelte sbagliate e di situazioni sempre più paradossali. I quattro fuggono e si rifugiano a casa di Umberto, dando vita a una lunga notte fatta di colpi di scena, incontri improbabili, tensioni e momenti grotteschi, fino a un epilogo tanto inatteso quanto spiazzante, che arriva con le prime luci dell’alba.

L’anteprima al Cinema Sociale di Omegna, andata rapidamente sold out, rappresenta un’occasione speciale per incontrare dal vivo Antonio Albanese e scoprire in anteprima un film che intreccia comicità e malinconia, ambientando una storia universale nello scenario intimo e potente del Lago d’Orta.

Dalla Francia a Borgomanero per la Cunsurtarija dal Tapulon


C’è chi è arrivato anche dalla Francia per entrare a far parte dell’Antica Cunsurtarija dal Tapulon di Borgomanero, che domenica 26 gennaio ha celebrato il 23° anniversario dalla fondazione. Il sodalizio, nato nel 2003, ha festeggiato il compleanno confermando lo spirito che da sempre lo contraddistingue, riassunto nel motto ricordato dal presidente Carlo Panizza, “fa dal ben e lassa zì”, ovvero fare del bene senza curarsi dei commenti.

Tra gli obiettivi dell’associazione c’è la salvaguardia della cultura, del dialetto e delle tradizioni locali, a partire dal tapulone, piatto simbolo della città, il cui valore storico è stato riconosciuto ufficialmente con la De.Co, la denominazione comunale. Accanto alla tutela delle radici, la Cunsurtarija porta avanti anche l’impegno nella valorizzazione del territorio e nel sostegno a chi si trova in difficoltà.

Il raduno di quest’anno si è svolto a Briga Novarese, nella sala della biblioteca civica, dove sono intervenuti, oltre al presidente Carlo Panizza, la sindaca Chiara Barbieri, il vice sindaco di Borgomanero Ignazio Stefano Zanetta e la consigliera regionale Annalisa Beccaria, che ha portato i saluti del presidente della Regione Alberto Cirio. Presenti anche Livio Poggio, in rappresentanza della FICE, e Pietro Pironi, presidente del Baskin Ciuff di Borgomanero, che a Briga ha aperto il “Bar In”, un bar inclusivo che offre opportunità di lavoro a ragazzi disabili e che ha curato la colazione della giornata.

All’incontro hanno preso parte anche gli assessori Elisa Zanetta e Loredana Abbate, Francesco Valsesia, i consiglieri comunali Nicoletta Bellone, tutti soci della Cunsurtarija, e Angelo Panariello. È seguita la visita guidata all’antico Oratorio di San Tommaso, condotta da Elia Notaro, prima del trasferimento al ristorante Tre Stelle per il pranzo sociale, che ha visto la partecipazione di circa 130 commensali.

Durante il pranzo si è svolta la cerimonia di “intronizzazione” di undici nuovi soci, che hanno ricevuto il tradizionale medaglione con il logo della Cunsurtarija dalle mani del presidente Carlo Panizza, del cerimoniere Beppe De Gasperis e della segretaria Franca Gattoni Mercalli. Tra i nuovi ingressi Veronica Gonzalez-Gonzalez, originaria di Guadalajara in Messico, residente a Parigi e consulente internazionale per l’Unesco, e Luisa Lombardi, arrivata dalla capitale francese dove lavora presso il Ministère de l’Éducation nationale, figlia dell’ex pretore di Borgomanero Erasmo Renzo Lombardi, scomparso nel 2008.

Sono entrati a far parte della Cunsurtarija anche Luca Basagni, ortese, idraulico con la passione per la cucina e membro dello staff del ristorante Gu.sta.re. di via Gramsci; l’architetto Nicoletta Bellone, consigliere comunale e presidente dell’Accademia Borgomanero Walking Football; Mattia Di Cerbo, insegnante e presidente del Comitato Rione San Rocco; Federica Gallo, responsabile amministrativa della Caleffi Spa; Marco Leonardi, laureato in scienze politiche e fiduciario del Fiat 500 Club Italia Novara Laghi; Marco Malinverno, artigiano della panificazione di Pogno; Thomas Poletti, presidente della Consulta Giovani e consigliere della Pro Loco; Fabrizio Terrini, impiegato residente a Maggiora, e Giulia Zignone, laureata magistrale e impiegata comunale a Borgomanero.

Nel corso della giornata, il socio Mauro Rutto, conosciuto come “l’ingegnere delle api”, ha allestito la mostra “Apiario d’autore”, mentre a tutti i partecipanti è stato donato un vasetto di miele di castagno. La festa si è conclusa con il saluto alle confraternite ospiti, arrivate da diverse parti d’Italia e anche dall’estero, a testimonianza del valore culturale e conviviale dell’iniziativa.

Fondamentale, come sempre, il contributo organizzativo dei consiglieri Tiziano Godio, Gianni Zaninetti, Maria Teresa Vercelli, Mauro Borzini, e dei soci Manuela Arcone, Paola Cesaro e Damiana Boriolo, che hanno reso possibile una giornata all’insegna della tradizione, dell’amicizia e dell’identità locale.


Grande Successo per la Tabarrata Nazionale ad Orta San Giulio


Sabato 31 gennaio 2026 Orta San Giulio è diventata il cuore della Tabarrata Nazionale, il più grande raduno italiano dedicato al tabarro, il mantello a ruota dalle origini antichissime, simbolo di un patrimonio culturale che attraversa territori, storie e generazioni.

Quella andata in scena sul Lago d’Orta è stata la nona edizione di un appuntamento che negli anni ha fatto tappa in città come Parma, Casalmaggiore, Vicenza, Oleggio, Cittadella, Bassano del Grappa, Chioggia e Lucca, raccogliendo un consenso sempre più ampio e una partecipazione crescente. La scelta di Orta si è rivelata particolarmente significativa: la Tabarrata si è svolta nel giorno della festa di San Giulio, patrono del borgo, protagonista della leggenda che lo vede attraversare le acque del lago avvolto dal proprio tabarro per sconfiggere draghi e serpenti dell’isola.

Il ritrovo dei tabarristi è avvenuto alle 14.30 in Piazza Motta, affacciata sul lago, con un primo momento conviviale e una perlustrazione libera tra le vie, i santuari e gli scorci del centro storico, immersi nell’atmosfera senza tempo del borgo. Alle 15.30 si è svolta la foto di gruppo ufficiale, seguita dall’imbarco per l’Isola di San Giulio con servizio di navigazione privata.

Proprio sull’isola si è concentrato il momento centrale della giornata: la Tabarrata vera e propria, con la percorrenza dell’intero perimetro nel giorno dedicato al santo del tabarro miracoloso, in un intreccio di devozione, tradizione e forte valore simbolico.

Dopo il rientro sulla terraferma, alle 17.00 il Palazzo della Comunità, noto come Palazzotto, ha ospitato la mostra-conferenza sul tabarro storico, con l’esposizione di preziosi esemplari d’epoca provenienti dal Museo Etnografico di Oleggio e dal Museo Storico Novarese Aldo Rossini. Negli stessi spazi si è svolta anche una sessione di ritratti artistici professionali dedicata ai tabarristi, curata dal fotografo Silvano Pupella.

Alle 18.00 ha preso il via la conferenza «Alimenti della Civiltà del Tabarro», seguita dalla tradizionale premiazione dei tabarristi dell’anno, condotta dal presidente Roberto Dal Bosco e dal segretario Corrado Beldì. La giornata si è conclusa alle 19.30 con la cena tabarrista presso il Ristorante Venus, ancora in Piazza Motta.

La Tabarrata Nazionale 2026 è stata organizzata dall’associazione Civiltà del Tabarro, impegnata nella diffusione della cultura e del retroterra umano, storico e spirituale del tabarro, insieme alla Pro Loco di Orta San Giulio & Frazioni, con il patrocinio del Comune di Orta San Giulio. Un evento aperto a tutti, che ha permesso anche ai neofiti di avvicinarsi e provare il tabarro, riscoprendo il fascino di quello che viene considerato il soprabito più romantico che ci sia.