venerdì, febbraio 13, 2009

Innamorati della Cultura


Innamorati della Cultura è un'iniziativa che coinvolge Torino e tutto il Piemonte e si propone, nel giorno di San Valentino, di ribadire, anche in questi periodi di crisi, l'importanza della cultura e della necessità di investire in questo settore. Trovate qualche dettaglio in più sull'iniziativa sul sito www.abicidi.it.
Molte le iniziative legate all'evento anche sul lago:
Isola di San Giulio: per tutto il giorno “Poetry flags”, bandiere di poesia a cura di Poetry on the Lake. Tante piccole allegre bandiere che svolazzano intorno alla sede dell’associazione sull’Isola di San Giulio. Le colorate bandierine portano disegnato il logo dell’iniziativa alternato a brevi versi poetici, che danno il senso dell’iniziativa ai numerosi passanti, regalando loro la gioia di una poesia e facendo presente l’amore per la cultura.
Granerolo: ore 10.00, Visita al Laboratorio di Arti Visive Di Granerolo, di Giovanni Crippa, via Principe Umberto I, 6.
Omegna: ore 14.00, Colpi di luce, inaugurazione Mostra Fotografica di Roberto Bianchetti e Giusy Latella, c/o Biblioteca Civica di Omegna-Città di Omegna, via XI settembre 9.
Alzo: ore 15.00, Frammenti di Memoria Alzesi; Salone dell’Associazione Culturale Famiglia Alzese, via dell’Asilo 3.
Pella: ore 16.00, Innamorati del Teatro; pezzi di teatro, letture, frammenti di teatro di strada c/o SPAZIOTEATRO SELVE, Via don G. Zanotti 26.
Ameno: ore 18.00 Progettazione e condivisione eventi 2009. Aperitivo con Asilo Bianco, via Zanoni 17.
San Maurizio d'Opaglio: ore 21.00 Conclusioni della giornata e spettacolo della stagione del Teatro degli Scalpellini, c/o Teatro degli Scalpellini. A seguire presentazione del Museo del Rubinetto a cura di Istituzione Museo del rubinetto e della sua tecnologia.

1 commento:

Anonimo ha detto...

E’ davvero triste che in una città ricca di cultura come Torino ci siano tanti giovani preparati che non hanno alcuna speranza di carriera in questo settore, solo perché privi delle giuste parentele. E’ un dato di fatto: ormai non viene nemmeno più taciuto, anzi ci sono capi del personale di note aziende che ai colloqui di lavoro informano chiaramente del fatto che a determinate posizioni si accede soltanto se raccomandati. Ai vertici della cultura a Torino troviamo spesso ex politici falliti, fratelli di assessori, ambigui burocrati megalomani; in poche parole personaggi che, essendo incapaci di fare alcunché, vengono “parcheggiati” in qualche ruolo di prestigio del settore cultura. La loro attività, profumatamente stipendiata con soldi pubblici, consiste generalmente nel presenziare ad inaugurazioni e cene di gala varie, scaldare una comoda poltrona stiracchiandosi davanti ad una lussuosa scrivania, oppure inventarsi consigli d’amministrazione straordinari per prendersi un bel gettone presenza da 500 €. Salvo poi lamentarsi davanti alle telecamere del tg3 perché “non ci sono soldi per la cultura” , ma la preoccupazione fondamentale è che non manchino nelle loro tasche. I risultati di questo stato di cose sono disastrosi. Palazzi storici trasformati in sede di banchetti per ospiti altolocati (e sporcaccioni), mostre create ad hoc per la propria autocelebrazione, scelte “artistiche” dettate da esigenze politiche e, soprattutto, una grande incompetenza. Un caso emblematico è quello di un direttore generale di una nota azienda, che una domenica mattina girava per i “suoi” musei parlando gagliardamente al cellulare con alcuni amici di come organizzare la giornata festiva, senza minimamente preoccuparsi di moderare il tono della voce e rendendo così forzatamente partecipi dei suoi affari i visitatori, che forse avrebbero preferito osservare l’esposizione con un po’ di silenzio. Questo episodio dimostra chiaramente che spesso vengono chiamate alla dirigenza di enti culturali persone che non conoscono nemmeno le regole basilari di come ci si comporta in un museo (oltre a quelle del vivere civile). Tutto ciò va a discapito di tante piccole realtà, associazioni culturali, compagnie teatrali, gruppi con una vera passione per l’arte, che coltivano anche a prezzo di grossi sacrifici, e che si trovano privi di sovvenzioni e di aiuti, poiché tutto il denaro disponibile viene fagocitato da magnati senza scrupoli.
La meritocrazia è dunque destinata a restare utopia?
http://riprendiamocitorino.myblog.it